[Continuo con i cazzi miei vista la calma piatta nella vita di gruppo]

Frequenze Disturbate è il più grande e il miglior raduno di snob musicali in Italia – lo disco senza malizia e in quanto snob. Raramente si vedono in giro così tante magliette di gruppi fichi, raramente capita che al ristorante su dieci tavoli si parli di musica (e di cazzate da feticisti musicali :-)) in nove.

Venerdì ci siamo persi i One Dimensional Man perché siamo arrivati tardi – poco male, non avevo nemmeno voglia di vederli. Poi Jennifer Gentle, che tutto sommato mi sono piaciuti nonostante l’ultimo disco mi lasci un po’ freddo (barettiano, etc). I Raveonettes non poteva fregarmi/ci di meno di sentirli, perciò abbiamo passato l’oretta della loro esibizione in coda per una piadina (e a mangiare la piadina assieme a della birra ghiacciatissima che quasi mi lascia secco). Quindi, Julian Cope. Immagino che la maggior parte degli Indie-kids presenti non abbia gradito, ma per me è stato grandioso, un concerto esagerato in tutti i sensi, sopra le righe dal primo all’ultimo istante. Io dico che il rock’n’roll bisogna avere il coraggio di farlo così, perciò sostengo in pieno il chitarrista pittato di giallo e nero che impenna la flying V durante gli assoli, e pure il performer-sciamano che si taglia la pancia durante l’ultimo pezzo. [Con Cope sono pure riuscito a parlarci, mi ha toccato i baffi e detto che secondo lui il mio look è perfetto per suonare in un gruppo psych-rock]. I Dinosaur Jr. sono stati un tuffo indietro nel tempo, che però dopo la botta emotiva di Cope forse non mi sono goduto in pieno. Niente da dire, comunque, suonano benissimo (forse meglio di un tempo), Mascis coi capelli bianchi fa tenerezza, Barlow è una furia scatenata, il vero trascinatore del trio.

La vera sorpresa del weekend però è stato Bonnie ‘Prince’ Billy (con Matt Sweeney), ieri sera a Faenza. Ci siamo arrivati stanchi morti dopo una giornata a passeggio per le salite e discese di Urbino e dopo avere sbagliato posto (nel senso che pensavamo di dover andare in un paesello in montagna sopra Faenza, e non in città), quindi con le difese abbassate: aspettativa minima e risultato eccezionale, uno dei concerti più intensi, toccanti, in qualche modo laceranti e poetici a cui abbia mai assistito, senza esagerare. In una piazzetta con acustica ottima, suoni splendidi (sweeney suonava una Les Paul attraverso un Vox argentato, una roba da lacrime) e una scaletta da restarci secco – qualcosa come i miei 5-6 pezzi preferiti dei Palace suonati tutti in fila. Oldham poi è in forma smagliante, e si è fatto perdonare un concerto di merda che mi fece subire anni fa al Bloom di Mezzago.

Adesso però svengo. Baci a tutti e un saluto all’ottima compagnia del weekend: Moles, Max, le Anatre al completo, e tutta la bella gente del jet-set alternativo undeggground che abbiamo incrociato. 🙂

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