Uno (dal vivo al Murrayfield di Chiasso):

Due (non siamo noi, ma siamo nella colonna sonora):

Va sempre a finire così: pensi che il palco sia alto a sufficienza (20 centimetri, non di più) da scansare i facinorosi pieni di entusiasmo e birra-ferentes, invece no: il commento di Cristio secondo cui “in Svizzera italiana avete il gene della festa” si è rivelato azzeccatissimo, dopo che il Murrayfield di Chiasso si è trasformato in un piccolo Maracanà. Quindi grazie a chi ha organizzato (i magnifici di Fat Noise e Radio Gwen – a proposito, abbiamo anche registrato un’autointervista surreale, non so quando andrà in onda) è intervenuto, a chi ha cantato e ballato, e pure a chi ha rovesciato l’immancabile birra sul palco.

E adesso? E adesso ci prendiamo almeno un paio di mesi sabbatici in cui non faremo NIENTE. Uno di noi è appena partito per l’Africa, tornato lui un altro se ne va in Estremo Oriente, quindi fino a febbraio saremo fermi, fermissimi, immobili a riposarci (o magari a fare altro, in altre forme, con altri nomi, chissà).

Ciao ciao.

x-chiasso

per la precisione al PUB MURRAYFIELD, dove suoneremo, supportati dagli INVERTED e invitati dagli amici di RADIO GWENDALYN e FAT NOISE BOOKING. Inizio ore 22.30, non potete mancare, rischia di essere l’ultimo o il penultimo o il terzultimo concerto del duemilanove.

Capitto?

È ciò che è avvenuto domenica al Quasi Quasi Festival, all’Arci I Vizi del Pellicano di Fosdondo: costretti dagli eventi (inizio slittato di un’ora, costruzione-ricostruzione del palco difficile dopo un soundcheck tuttavia chirurgico), abbiamo mescolato le carte con I Camillas, e il rischio ha pagato, e con gli interessi: i due Fratelli Pordenon-Pesaresi hanno iniziato con una trentina di minuti della Loro Musica, poi ci siamo aggiunti noi per far esplodere la loro “Gigante”, poi abbiamo sciorinato una sventolata di pezzi noi, poi i Due si sono inseriti nel nostro corpo per un’inedita “Black Power” con tastiere e un “Primo giorno di scuola” dance-wave. In seguito, dissoltisi Ruben e Zagor, abbiamo portato a compimento la nostra scaletta e acceso altri fuochi artificiali di nuovo corroborati dai Gemelli Adriatici, e sono state “Gianbattista Vico” e “L’amico dell’amico” in forma di lunghi e psichedelici treni funky. A quel punto il mostro a sei teste era inscindibile, e ha intonato “Il gioco della palla”, esafonica e inarrestabile, e poi “Mare Spera” a cappella in mezzo al pubblico. Poi “Motorino” e la versione rock de “La canzone del pane” hanno segnato il commiato del nostro Cantante Chris e la ripresa della cloche dell’aereo X-Marillas da parte dei due Marchigiani, che hanno condotto una “Bisonte” x-marilliana e una “Gina” in imprevista resa quattroquarti batteristica. Eclissatici noi, sono stati ancora Ruben e Zagor a menare le danze e chiuderle, circa un’ora e cinquanta minuti dopo l’inizio. Chi c’era sostiene che sia stata la più completa fusione X-Marillas da che tale entità esiste.

Il tutto è stato registrato in video e audio, e contiamo di diffonderlo quanto prima.

A presto.

Avete presente i quattro mini-video che documentano i tempi morti della nostra tournée di marzo 2009? Abbiamo dimenticato di caricarne uno, vedetelo qui. Ci siamo noi che facciamo i turisti a Roma.